RENZI TRA DATI E PROPANDA SCEGLIEREI I PRIMI

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La raccolta firme lanciata da Renzi per abolire il reddito di cittadinanza è il solito trantran che si prepara a deragliare. In questi anni, il Movimento ha lavorato per (ri)dare dignità al diritto al lavoro. Un lavoro che, purtroppo, in questo paese ha assunto forme sempre più precarie e degradanti, e questo certamente non a causa del Reddito di cittadinanza. 

Purtroppo, lo sappiamo, per molti funziona così: da un lato, pretese per sollevare polveroni e innescare tensioni; dall’altro i dati del Comitato scientifico sulla valutazione del reddito di cittadinanza, di Anpal, dell’ISTAT, delle Istituzioni europee, che, invece, da mesi riconoscono il valore del Reddito di cittadinanza e il suo impatto positivo.

Proprio ieri, ad esempio, la Commissione Ue ha riconosciuto, nel country report allegato alle raccomandazioni, che, su questo fronte, l’Italia sta svolgendo un lavoro encomiabile, precisando come l’RdC abbia realmente “aumentato l’adeguatezza del reddito minimo dal 21,9% della soglia di povertà nel 2018 al 90,7% nel 2019″ e come il peggior nemico di questa misura non sia di certo la “tendenza all’assistenzialismo” – come farebbero credere costanti e offensivi interventi televisivi che, ad ascoltarli, fanno davvero accapponare la pelle – ma quello delle differenze regionali nel potere d’acquisto e la mancanza di contatto con i gruppi vulnerabili, compresi residenti non italiani e nuclei familiari più numerosi”. 

Secondo Bruxelles, la misura andrebbe perfino estesa ad una platea di percettori più ampia. Proposta, questa, che trova riscontro nelle analisi pubblicate dal Comitato scientifico per la valutazione del reddito di cittadinanza, lì dove si precisa come i criteri richiesti per l’accesso al sussidio, ad oggi, sono troppo stringenti nei confronti negli stranieri e ancora penalizzanti per le famiglie numerose. 

E allora, si può anche discutere sulle migliorie da apportare alla misura, ma, ecco, è veramente ingiusto continuare a invocare l’eliminazione del reddito di cittadinanza parlando di “giovani che bivaccano a causa del reddito” o accusando i genitori che percepiscono il reddito di, citando testualmente, rappresentare un “pessimo esempio per i figli”.

Continuate a leggere i dati. A informarvi. Settimane fa, in questo blog, ne pubblicavo alcuni. Alla fine di questo articolo ne troverete altri. Continuate a credere in questa misura e a rivendicare la dignità del lavoro e per il lavoro. Il Comitato scientifico sulla valutazione del reddito di cittadinanza, di Anpal, dell’ISTAT, delle Istituzioni europee continuano a darci ragione: l’incidenza del Reddito di cittadinanza sull’aumento delle assunzioni è oggettivamente riscontrata e riscontrabile. 

L’Rdc è uno strumento utile per supportare l’accesso al lavoro e anche per contenere la diffusione di offerte lavorative prive di qualsiasi rispetto per la dignità della persona. Sì, perché il reddito di cittadinanza è anche la possibilità di rifiutare offerte lavorative inaccettabili. Dobbiamo smetterla di pensare che il lavoro sia tale anche quando le sue condizioni sono disumane. L’ammontare del sussidio non è per nulla sostituibile a uno stipendio, ma certamente utile per attendere un’offerta lavorativa dignitosa.

Chi riceve il reddito di cittadinanza non perde dignità, ma preserva la propria dignità. Lo Stato ha il dovere di preoccuparsene.

Infine, giusto per fare un appunto, a marzo 2023 scade la legislatura. In base all’art. 31 della L. 352 del 1970, il primo periodo utile per una consultazione sarà tra aprile e giungo 2025. La legge, infatti, prevede che non possa essere depositata richiesta di referendum “nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime”. Un eventuale referendum non potrà essere indetto né quest’anno né il prossimo, ma solo tra metà aprile e metà giugno 2025.

Insomma, agevole intuire gli obiettivi elettorali di certe iniziative, agevole apprezzarne la sregolatezza, agevole immaginarne il naufragio. Come sempre.

Nota:

4bd16cc2-2410-3018-57ae-0f081c8a5a76 (anpal.gov.it)

Dossier_EC.pdf (istat.it)

https://www.anpal.gov.it/documents/552016/762875/Nota+RdC+8_22-n.127.pdf/b2277842-3d85-10cf-0818-aaccb48c23a4?t=1651039061061 

https://www.orientamento.it/wp-content/uploads/2021/11/Relazione-valutazione-RdC-final.pdf 

b2277842-3d85-10cf-0818-aaccb48c23a4 (anpal.gov.it)

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