Pari opportunità nei recenti studi di Consob e Banca mondiale: c’è ancora molto da fare!

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In base a un recente rapporto Consob sulla corporate governance, il numero di donne che ricoprono il ruolo di amministratore delegato o di presidente dell’organo amministrativo è ancora molto esiguo.
Si tratta di una carenza che priva la nostra economia degli approcci virtuosi che, dati alla mano, contraddistinguono la guida femminile. Si pensi, ad esempio, alla riscontrata maggiore attenzione per le politiche sostenibili, ai maggiori investimenti registrati nell’innovazione, a una maggiore diversificazione dei profili professionali coinvolti e finanche a una sempre minore frequenza delle sanzioni per cattiva condotta.
Nonostante evidenze di questo tipo, la riottosità generale verso il coinvolgimento delle donne nei board è ancora dura a morire.
Alla luce delle risultanze emerse da altri due recenti rapporti che vi suggerisco di leggere per una maggiore contezza circa l’attuale stato di cose, Women, Business and the Law 2022 realizzato da Banca Mondiale sui dati del 2021 e quello di Banca Widiba realizzato in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore sulla disparità di genere nel settore finanziario, le concause sono ancora una volta da rinvenire nel fattore normativo e in quello culturale.
Con particolare riferimento al primo, il report di Banca Mondiale evidenzia come il numero dei paesi caratterizzati dalla previsione di leggi discriminatorie nei confronti delle donne risulti ancora molto alto.
A ben vedere, sono solamente 12 i paesi, tra i 190 esaminati, ove è riscontrabile una parità totale tra donna e uomo. La restante parte, sebbene in molti casi con percorsi di miglioramento già avviati, si caratterizza invece per quadri normativi complicati, afflitti da non pochi ostacoli normativi, che in concreto finiscono per riconoscere alle donne meno della metà dei diritti previsti per gli uomini.
Per quel che riguarda il secondo fattore, quello culturale, Banca Widiba e l’Università Cattolica di Milano hanno rilevato come un forte condizionamento sulla partecipazione delle donne nell’attività economica derivi da stereotipi di genere.
In particolare, e in specie muovendo da un’analisi del mondo della finanza, la partecipazione delle donne risulterebbe fortemente ostacolata dal generale convincimento che il rapporto con il denaro muti a seconda che il soggetto coinvolto sia un uomo o una donna.
Così, mentre per gli uomini il denaro è associato al potere e al successo, per le donne esso sarebbe solo necessario ad assicurare una vita agiata e sicura, per sé e per i propri congiunti, o come garanzia per conseguire obiettivi strettamente personali.
Si tratta di un pregiudizio che, se in prima battuta possa apparire infondato, secondo lo studio poggia su un dato reale preciso, ovverosia quello della carenza cognitiva della maggioranza delle donne in materia finanziaria e d’investimento, sia sul fronte delle competenze che su quello delle dinamiche relazionali che connotano il mondo della finanza.

Rapporto Consob  Report corporate governance 2021 – abstract (consob.it)

Rapporto Women, Business and the Law 2022 – World Bank  Briefs (worldbank.org)

Donne e denaro: una sfida per l’inclusione” –  Banca Widiba con Università Cattolica del Sacro Cuore  2.BW_UCSC_DonneDenaro_Report-Ricerca.pdf (eticanews.it)

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