Soluzione per l’ autostrada A19 Palermo-Catania

Quello che stanno vivendo i siciliani è veramente intollerabile.
Delrio, Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, prevede due anni per sanare l’autostrada A19 Palermo-Catania , la Sicilia è spaccata in due e per andare da Palermo a Catania si potrà solo prendere l’aereo o circumnavigare l’isola, portando disagi ai pendolari e al mercato turistico già fortemente disagiato dalla mancanza di mezzi pubblici di trasporto.

Per questo,noi deputati siciliani del M5S, abbiamo depositato una risoluzione in cui chiediamo che il governo si adoperi con l’intervento immediato del Comando Genio per accelerare i tempi necessari alla demolizione dei viadotti interessati dal cedimento e il ripristino della viabilità anche attraverso la realizzazione di opere provvisorie da affidare al 2°Reggimento Genio Pontieri.

La deviazione che costringe ad uscire a Scillato e a percorrere la strada statale fino a Polizzi Generosa per poi raggiungere lo svincolo di Tre Monzelli (e viceversa) è un collegamento critico e non può essere considerata una soluzione a lungo periodo.

Come sottolinea Coldiretti Sicilia «un’azienda che trasporta prodotti agricoli da Palermo al Siracusano a causa del crollo del pilone dello scorso 10 aprile ha già speso, in media, 3.200 euro a camion, per cui 100 euro al giorno in più determinati dal costo del carburante e del doppio autista a cui va sommato il consumo del mezzo. Per gli agricoltori si tratta di spese che non possono essere sostenute».

Ma il cedimento del pilone sull’autostrada A19 Palermo-Catania è l’ultimo tassello di un mosaico di crolli che hanno coinvolto negli ultimi due anni le strade siciliane.

Calogero Foti, Direttore generale del dipartimento siciliano della Protezione Civile, ha dichiarato che si tratta di una vecchia frana risalente a qualche anno addietro che si è riattivata in conseguenza delle abbondantissime piogge che hanno interessato il territorio dell’Isola, il fenomeno ha interessato almeno tre pile portanti dell’impalcato autostradale creando danni strutturali ben visibili all’impalcato viario.

Il crollo dell’ autostrada  A19 Palermo-Catania è collegato al il crollo di una porzione del viadotto Verdura il 2 febbraio 2013, lungo la statale 115 che collega Agrigento con Sciacca in territorio di Ribera, dove sono indagati  i due tecnici che avrebbero dovuto effettuare dei controlli riguardanti il ponte e il cui deterioramento avrebbe avuto una evoluzione graduale che poteva essere evitata.

Tra Licata e Ravanusa lo scorso 7 luglio è crollata una delle campate del ponte Petrulla in territorio di Licata (Ag), sulla statale 626 che collega Campobello di Licata, Ravanusa, Canicattì fu sfiorata la tragedia,causando il tamponamento a catena di alcune autovetture con conseguente ferimento di quattro persone.

A pochi giorni dalla sua inaugurazione il 23 di dicembre, è crollato il giorno di Capodanno il viadotto Scorciavacche, sulla Statale Palermo-Agrigento, consegnato tre mesi prima della data di fine lavori, dove Renzi con tweet disse: « è finito il tempo degli errori che non hanno mai un padre. Pagheranno tutto» , e ancora aspettiamo di sapere i responsabili.

Anche noi, come il famoso tweet di Renzi che però si è fermato ad una successione di lettere vuote, vogliamo sapere chi sono i responsabili. Vogliamo capire perché le infrastrutture crollano subito dopo la loro inaugurazione, chi gestisce gli appalti e se esiste un “gioco del ribasso” fatto  a discapito della sicurezza dei cittadini. Noi non ci stiamo.

Nel testo, firmato da tutti i deputati siciliani, chiediamo inoltre che le nomine governative non avvengano più per chiamata diretta/politica ma per Bando di gara Europeo.

Il 18 maggio 2015 il Consiglio dei ministri ha approvato la delibera che stanzia le risorse per l’emergenza del viadotto A19 Himera in Sicilia, e con un interrogazione al Ministero dei Trasporti e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ho chiesto:
se le opere in questione siano state monitorate e se possano fornire l’eventuale relazione di monitoraggio;
se il Governo intenda controllare se ci sono state opere di manutenzione ordinaria e straordinaria per i vari tratti interessati che potevano prevenire gli avvenimenti sopra citati;
se intendano controllare, per quanto di competenza, le responsabilità di tutte le ditte appaltanti e progettisti/direttori dei lavori dei citati crolli;
se stiano valutando la realizzazione di opere per garantire una migliore viabilità alternativa temporanea rispetto a quella individuata in questo momento, principalmente per i lavori del ripristino del viadotto Himera;
se, in relazione alla delibera sullo stato di emergenza del 18 maggio 2015, abbiano elaborato un cronoprogramma stabilendo tempi certi e controlli puntuali sull’uso dei fondi stanziati;
se intendano mappare le reali condizioni della viabilità siciliana e intervenire in maniera adeguata, per quanto di competenza, con stanziamenti che permettano lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria della viabilità, anche secondaria, della regione siciliana.