Settimana a 5 stelle n 88

L’Assemblea questa settimana ha avviato l’esame del decreto su funzionalità della ‪#‎scuola‬ e della ‪#‎ricerca‬.
Tra le misure previste il testo estende all’a.s. 2016/2017 e ai docenti assunti a tempo indeterminato la possibilità di richiedere l’assegnazione provvisoria interprovinciale e proroga il termine per le assunzioni a tempo indeterminato del personale docente della scuola statale.
*Nel DDL Scuola l’auspicato dibattito si trasforma immediatamente in una discussione-farsa: la maggioranza vota sempre e comunque “no” a qualunque proposta di modifica da parte delle opposizioni. Insomma una fiducia mascherata, perché impedendo qualsiasi cambiamento nel testo di fatto si fa passare il provvedimento così com’è, e come lo vuole Renzi.
Tutti gli emendamenti M5S bocciati senza alcuna spiegazione da parte del Governo.
Come previsto: sui soldi alle scuole private e sugli appalti esterni per le pulizie, il governo non vuole sentire ragioni.

*Sì definitivo dell’Aula della Camera alla riforma del terzo settore. I voti a favore sono stati 239, 78 i contrari.
Si tratta di un testo ampio che disegna una riforma complessiva di tutto ciò che è riconducibile al Terzo settore: associazionismo, volontariato, impresa sociale, cooperative sociali.
Per Terzo settore si intende il complesso degli enti privati costituiti per il perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale che, in attuazione del principio di sussidiarietà promuovono e realizzano attività di interesse generale mediante forme di azione volontarie e gratuite o di mutualità o di produzione e scambio di beni e servizi. Non fanno parte del Terzo settore le formazioni, le associazioni politiche, i sindacati, le associazioni professionali di categoria economica.
Tra tutti i passaggi della legge delega sul Terzo Settore rispetto ai quali siamo contrari, quello che prevede l’istituzione della Fondazione Italia Sociale grida vendetta e dunque la nostra dura opposizione in Aula era un dovere morale. Stiamo parlando infatti di una fondazione di diritto privato, che parte però grazie a un milione di fondi pubblici, che il mondo del no profit non vuole e che non è frutto del lavoro dei parlamentari del Pd. Questa Fondazione infatti è una creatura pensata e voluta da Vincenzo Manes, consulente di Palazzo Chigi, amico personale di Renzi di cui è stato anche finanziatore.

*È passato un anno esatto dal primo finanziamento erogato grazie al fondo di garanzia che abbiamo attivato grazie ad un emendamento, il microcredito alle imprese è il nostro orgoglio.
Come abbiamo fatto ad alimentare il fondo? Molto semplice. Non abbiamo aspettato la legge, ma ci siamo autoimposti di fare politica con meno soldi possibile, da subito. E ce l’abbiamo fatta. In particolare:
– Ci siamo più che dimezzati l’indennità lorda. Da 11.281 euro a 5.000 euro, vale a dire circa 3.000 euro netti
– Abbiamo restituito la parte della diaria (3.500 euro) non spesa, rendicontando per filo e per segno quella spesa
– Lo stesso abbiamo fatto per i rimborsi delle spese di mandato. Altri 3.690 euro rendicontanti, se spesi, altrimenti restituiti
– Ci siamo impegnati a restituire il Tfr, chiamato indennità di fine mandato. Si tratta di circa 50.000 euro incassati a fine legislatura. Chi non rispetterà l’impegno non potrà più candidarsi con il M5S
– Abbiamo rifiutato le indennità per la cariche aggiuntive, come la vicepresidenza della Camera, la presidenza e la vicepresidenza delle commissioni, la carica di questore. Per queste cariche, in alcuni casi, è prevista anche l’auto blu. Anch’essa rifiutata, naturalmente
Sommando ai 17,5 milioni di euro così accumulati i 42,7 milioni di euro di finanziamenti elettorali rifiutati, possiamo dire di aver risparmiato in tre anni più di 60 milioni di euro.

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