Programmazione 2014-2020: “Senza giusta programmazione rischiamo di perderli, così come quelli precedenti”

Roma 20 Maggio 2014- Le parlamentari del Movimento 5 Stelle  componenti della Commissione Finanze alla Camera dei Deputati Azzurra Cancelleri e Vega Colonnese prendono posizione in merito alla possibilità tutt’altro che remota che la Sicilia perda miliardi di fondi comunitari destinati dalla coesione europea interrogando direttamente il Ministero Ministro dell’economia e delle finanze ed il Ministro dello sviluppo economico. 

 

“Della nuova programmazione 2014-2020 relativa alla politica di coesione europea – scrivono le deputate in una interrogazione parlamentare –  la Regione Siciliana gestirà direttamente cinque miliardi e 300 milioni di euro contro gli otto e mezzo del 2007-2013 e la dotazione potrebbe ancora diminuire se non si riusciranno a spendere i soldi della tranche precedente; questo deficit strategico potrebbe ripetersi puntualmente anche sui nuovi, e più modesti, fondi da spendere da qui al 2023”.

 

Le deputate Cancelleri e Colonnese citano sull’argomento le preoccupate dichiarazioni del leader di Confindustria Sicilia Antonello Montante: «Finora la spesa europea è stata legata a una politica clientelare, per accontentare questo o quel campanile. Mentre gli altri Paesi hanno costruito aeroporti e steso binari dell’alta velocità, dotato città e campagne di reti internet a banda larga e raddoppiato le corsie autostradali, rendendo attrattivo il territorio per investitori esteri, noi abbiamo ridotto in coriandoli i finanziamenti. Già da tempo le imprese hanno chiesto al governo regionale di iniziare un percorso condiviso in vista della nuova programmazione 2014-2020, ma al momento tutto è fermo». 

 

“C’è il rischio che quindi – proseguono le deputate – che anche questa nuova tornata di finanziamenti si trasformi in una occasione sprecata e non riesca a permettere alla Sicilia quelle trasformazioni strutturali a cui fondi europei sarebbero destinati; nella programmazione 2007-2013 non c’è più tempo per istruire nuove gare ma, da bando, ci sono 6 mesi di tempo per «ripescare» soggetti ammessi al finanziamento ma non finanziati per esiguità delle risorse”.

 

“Per queste ragioni chiediamo ai signori Ministri – concludono le parlamentare pentastellate – se non intendano assumere iniziative, per quanto di competenza, per garantire un maggiore e più proficuo utilizzo dei fondi europei relativi alla politica di coesione e se non si ritenga necessario assumere iniziative per dare maggiore informazione in merito all’utilizzo dei fondi europei per il rilancio dei settori in difficoltà”.