“Il Ministero della Giustizia contraddittorio con se stesso, parla di sovraffollamento delle carceri e poi chiude quelle esistenti come a Nicosia”

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Roma 12 Maggio 2014- La parlamentare della Camera dei Deputati del Movimento 5 Stelle Azzurra Cancelleri interviene in merito alla chiusura della casa circondariale di Nicosia in provincia di Enna, comune dell’entroterra siciliano, già di fatto privato delle più importanti strutture presidio dello Stato sul territorio, dal Tribunale all’Agenzia delle Entrate passando proprio per la struttura penitenziaria.

“La casa circondariale di Nicosia rappresenta un’importantissima risorsa economica per il territorio –scrive la parlamentare nissena nella sua interrogazione – la struttura carceraria di Nicosia ha come bacino di utenza svariati comuni della zona centro nord della provincia e la presenza della stessa permette una carcerazione più serena ai detenuti del nostro territorio che, grazie alla vicinanza della struttura ai loro paesi di residenza, possono avere colloqui settimanali con i propri cari; la struttura di Nicosia – si legge nell’interrogazione – produceva un notevole risparmio per le famiglie stesse che si recano a colloquio con i detenuti; infatti a causa della chiusura i familiari sono costretti a recarsi nelle strutture carcerarie di Enna, Catania o Palermo nelle migliori delle ipotesi; tale servizio è assolutamente indispensabile per l’intera cittadinanza ed il territorio limitrofo, anche alla luce dell’ultimatum che questa settimana l’Unione Europea ha dato all’Italia per risolvere il problema delle condizioni di detenzione lesive della dignità umana per i detenuti; come da più parti si sente la necessità di costruire nuove strutture carcerarie, per consentire di risolvere il problema del sovraffollamento che, però, richiede un impiego di risorse economiche non sostenibile in periodi di recessione economica”.

“Per queste ragioni – conclude la parlamentare Azzurra Cancelleri – chiedo se il Ministro della Giustizia non trovi contraddittorio ed in controtendenza chiudere una struttura carceraria esistente, nella quale tra l’altro il numero dei detenuti è superiore a quello che la casa circondariale potrebbe ospitare, per spostarli altrove aggravando le condizioni di vivibilità di altre strutture in danno alla dignità umana sia dei detenuti che del personale di sorveglianza”.